L’antimafia? Costa troppo. L’antifascismo? Concetto obsoleto.

Parola del senatore Marcello Dell’Utri, eletto nelle file del Popolo della libertà nonostante una condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e una condanna in Cassazione per frode fiscale.

“L’Antimafia non è finita - concede -. C’è e ci sarà finchè esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia fanno politica“.

Ed ecco cosa pensa di Vittorio Mangano, lo “stalliere di Arcore”, condannato per duplice omicidio. Niente meno che un eroe. Perché? Perché non ha infangato né lui, né il suo amico silvio.

“Era tra le tante persone assunte alle dipendenze di Berlusconi, io lo conoscevo e sapevo che era bravo nella conduzione degli animali, e lì c’erano cani e cavalli. Fu scelto per stare ad Arcore come stalliere e si comportò benissimo. Malato com’era sarebbe potuto uscire dal carcere se avesse detto solo una parola contro di me o Berlusconi. Invece non lo ha fatto. Per me è un eroe, a modo suo“.

Dell’Utri, invece, si definisce una vittima: “Non solo l’Antimafia, quanto piuttosto i procuratori di Palermo hanno usato molto e a sproposito lo strumento dell’aggressione politica. Io me ne sento in assoluto una vittima“. A suo giudizio, l’accusa nei suoi confronti “non ci sarebbe stata se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994″.

Poi il senatore passa a discutere di destra e sinista, sostenendo che l’antifascismo è un concetto obsoleto: “C’è anche da dire che il concetto torna puntualmente in auge perché mancano nuovi argomenti seri di discussione, e si finisce con il rivangare sempre gli stessi”. “Mussolini sbagliò, non c’è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato al Paese, ed è stato l’unico, un senso di patria non c’era prima e non c’è stato dopo”. Dai diari del Duce, sostiene Dell’Utri, «viene fuori l’immagine di un uomo di valore, dal punto di vista sia umano che culturale».

 

Tratto da libero.it - segnalato da Simone

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Ammettiamolo, ammettetelo anche voi della destra lecchina protagonista, berlusconi ha ormai perso la ragione, berlusconi va aiutato, berlusconi è andato.
In passato certe dichiarazioni non le faceva, forse lo controllavano ( anche lui controllato ??? ), forse lo aiutavano, forse era più furbo, forse non sentiva la pressione dei tanti che in questi giorni manifestano nella piazze; non so quale sia la spiegazione, ma certamente non sa più cosa dice.
Ma forse non è così, mi sorge un dubbio inquietante, anzi ne sono certo: trattasi di delirio di onnipotenza.
Già lo sapevamo, non è una novità, ma in tale maniera questa sua malattia non si era mai manifestata.
Riferendosi alla Val di Susa ha detto: “Useremo la forza contro i blocchi, non c’è comunità o minoranza che possa pretendere di fermare un cantiere…”. Ha poi straparlato di “16 miliardi già a disposizione” per fare un buco nel Frejus, tunnel nel Frejus già stato realizzato nel lontano 1800….lunardi non lo aveva informato. Forse alludeva al Moncenisio. Al supertunnel di 23 chilometri che finirà tra 15 anni. Un’opera che non serve a nulla, ma che distribuisce un fiume di denaro.
Questo pover uomo parla di usare la forza come è già avvenuto a Chiaiano e a Piazza Navona, parla di 16 miliardi in un momento in cui la crisi sta impoverendo il nostro intero paese, parla di tutto questo denaro investito in un progetto assurdo e di solo spreco.
Però attento, la povera gente e i giovani non stanno e non staranno più a guardare, non puoi parlare di 16 miliardi in un momento in cui tantissime famiglie non arrivano alla fine del mese e tante altre non possono permettersi nessun tipo di svago, nemmeno una pizza con gli amici. Purtroppo è verità !!!!
Hai perso la testa !!!!

Poi, il nostro caro silvio ( lo chiamo per nome, ormai è un amico che va aiutato ), prima dà ad obama del “giovane, bello e abbronzato”, poi chiama imbecilli quelli dell’opposizione che lo attaccano dopo l’ infelice battuta e dice “vogliono la laurea del coglione” riferendosi al sonnambulo Veltroni.
E reazioni ci sono state in ogni parte del mondo, ma forse questa è solo un’altra sua trovata pubblicitaria. Ormai pensa di poter dire e fare tutto ciò che vuole, tutto ciò che gli passa per la testa, perchè lui è silvio e può fare tutto…..ma forse è questo l’inizio della tua fine, forse è così che finalmente ti rovinerai, con le tue stesse mani, con le tue stesse parole.
Io, insieme a tanti altri, aspetto e aspetterò quel giorno. Ripeto, non è accanimento contro una sola persona, non lo utilizzo come simbolo per poter a tutti i costi attaccare destra ed uno di destra.
E’ solo il voler che paghi l’uomo che ha corrotto, rubato, comandato, sfruttato, comprato e rovinato italiani e famiglie, senza esser mai condannato. Arriverà quel giorno e tutti i tuoi lecchini ti seguiranno perchè non sanno e non potrebbero far altro.

Scritto da Graziano

Verità da una barzelletta

Articolo inedito, articolo di tante verità nascoste…..purtroppo funziona proprio così  !!!

Bush va in una scuola elementare e la maestra dice ai bambini che sono in classe che possono fare qualsiasi domanda al presidente; allora si alza il piccolo Bob e dice:

- signor presidente, io avrei 3 domande per lei:
1)Perché ha deciso di fare la guerra contro l`Iraq senza il consenso dell’ONU?
2)Perchè ha voluto fare tanto male al popolo iracheno?
3)Perché al primo mandato è stato eletto senza la maggioranza dei voti?
 
Però Bush non fa in tempo a rispondere poiché suona la campanella della ricreazione e tutti i bambini corrono via contenti. Al termine della ricreazione la maestra dice che i bambini possono fare tutte le domande che vogliono a Bush; allora il piccolo Sam si alza e dice

- signor presidente, io avrei 5 domande per lei:

1)Perché ha deciso di fare la guerra contro l`Iraq senza il consenso dell`ONU ?
2)Perché ha voluto fare tanto male al popolo iracheno?
3)Perchè al primo mandato è stato eletto senza la maggioranza dei voti?
4)Perchè la ricreazione è iniziata 20 min prima?
5)Dov’è il piccolo Bob?

Ringraziamo Hydra Chiara per la segnalazione

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Il decreto Gelmini diventa legge dopo il sì del Senato e la protesta pacifica degli studenti si intensifica e ricomincia. Questo accadeva ieri e purtroppo non solo questo.
Perchè a Roma è accuduto ciò che Cossiga aveva già annunciato con pazzia disumana.

Ma quella pazzia, ieri, a Piazza Navona, ancora una volta, è diventata realtà; provocatori nella mischia, provocatori che hanno picchiato gli studenti sotto gli occhi della polizia, provocatori d’accordo con la polizia che impugnavano mazze. E come la storia ci insegna, queste sono spedizioni studiate a tavolino.
Spedizioni attuate da chi comanda o crede di comandarci, spedizioni da chi ci vuole sempre più ignoranti per poterci manovrare. E poi ci tocca anche ascoltare i soliti giornalisti che parlano di scontri tra studenti; ma chi volete prendere in giro brutti bastardi violenti estremisti ?
E poi ancora: non facciamoci prendere in giro con la storia del grembiulino e del 7 in condotta perchè queste sono le solite storielle create per distogliere l’attenzione da altri punti fondamentali della ormai legge Gelmini ( ricordiamo che il ministro Gelmini è il solito prestanome ).
Guardate questo video e soprattutto ascoltate per capire. Sono solo 8 minuti per capire tutto ed essere veramente informati.

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Poi ho letto anche le dichiarazioni del sonnambulo Veltroni che accusa berlusca e soci di aver nascosto gli 8 miliardi di euro tagliati alla scuola ed aggiunge «i disordini sono stati solo l’aggressione di una parte politica sull’altra. Il grande movimento di protesta contro questo decreto deve restare pacifico. Questa deve continuare ad essere una civile protesta contro una riforma che non è una riforma, ma un semplice taglio delle risorse destinate a scuola e università».
Veltroni, accogliendo la proposta dell’Idv, ha annunciato che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il decreto Gelmini.

Caro sonnambulo, per il Referendum però bisogna prima informare perchè c’è tanta gente, troppa gente, ancora nel buio della manipolazione che si ostina a non capire.

Sono veramente incazzato……ADESSO BASTA !!!! Gli studenti hanno iniziato, noi continuiamo !!!

Scritto da Graziano

 Taranto vuole vivere

Sì al referendum sull’Ilva “.
Sul provvedimento del tribunale si legge: «Il Tar di Lecce accoglie il ricorso e, per l’effetto, dichiara l’obbligo del Comune di Taranto di porre in essere tutti gli adempimenti preliminari e propedeutici allo svolgimento del referendum consultivo di cui all’articolo 52 del proprio Statuto ed in particolare di approvare il Regolamento ivi previsto».
Naturalmente grande soddisfazione per il comitato ” Taranto Futura “, autore dell’ idea del referendum arrivato dopo diverse manifestazioni e tante iniziative.
Quindi i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla chiusura o meno dell’ Ilva; il Comune, invece, dovrà impegnarsi a predisporre entro 90 giorni il regolamento (che manca) con il quale poi procedere alla consultazione referendaria consultiva.
Il referendum chiederà ai cittadini di esprimersi sulla chiusura totale dello stabilimento siderurgico, con la salvaguardia dei livelli occupazionali da impiegare in settori alternativi, o parziale, della sola area di lavorazione a caldo, con lo smantellamento dei parchi minerali che riversano polveri soprattutto sul quartiere Tamburi. Per il presidente Ravalli che ha firmato la sentenza, «la strada per il Comune è obbligata».
«Il Tar - ha osservato invece l’avvocato Russo - ha evidenziato la violazione, da parte dell’ente locale, dell’articolo 21 della Costituzione, ovvero la violazione del principio della libertà di pensiero in quanto ha impedito, ad oggi, ai cittadini, di esprimere il proprio pensiero sull’inquinamento e sull’ipotesi di chiusura del-l’Ilva».
La paura del Comitato è che i cittadini si facciano intimorire dal problema disoccupazione, ma è qui che il cittadino dovrebbe diventare intelligente e decidere per il proprio destino: morire per avere un posto di lavoro conviene ? Io credo che adesso, grazie ai comitati e alle tante iniziative di informazione sull’inquinamento causato dallo stabilimento, il cittadino non può nutrire il minimo dubbio:
l’ILVA deve essere chiusa. Non può esserci una via di mezzo, hanno sbagliato per tanti anni, nonostante i continui avvertimenti non si sono mai messi a norma, se ne sono strafregati delle continue morti per tumore avvenute nella cittadina, se ne sono strafregati dell’inquinamento causato giornalmente ….quindi adesso BASTA.
L’opportunità di far capire che il cittadino non vuole morire, ma godere del diritto di salute, c’è.
E poi comunque dal Comitato fanno sapere che per smantellare l’acciaieria occorrerebbero almeno 20 anni di lavoro.
E questa è la prima grande vittoria di TARANTO, del cittadino italiano che non può e non deve essere ignorato.

TARANTO VUOLE VIVERE

Scritto da Graziano: un ringraziamento particolare ad Alessandra ed Alessandro che ci hanno avvisati dell’iniziativa.

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Questa l’intervista a Cossiga pubblicata sul blog di Beppe Grillo.
Io vorrei sapere cosa ne pensate, io vorrei sapere perchè pensano di poterci manovrare a loro piacimento ed adesso addirittura di poterlo ammettere spudoratamente. Questi andrebbero  processati per istigazione alla violenza ed anche ascoltati per fatti accaduti in passato, in quanto c’è un’ammissione quando dice ”  Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno “.

Mandarli tutti all’ospedale ? Io manderei te in un ospedale psichiatrico con una certa urgenza.

Lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città ? La gente ha manifestato e sta manifestando pacificamente, con ” le mani in aria “, e nonostante questo i manganelli e gli stronzi che li usano sono sempre lì, pronti a colpire i più deboli. Italia, devi VERGOGNARTI di questa gente che ti rappresenta.

 

Scritto da Graziano

 

La “storia” dell’Alitalia nasce il 1° dicembre 2006, quando il governo Prodi decide di cederne il controllo tramite bando pubblico, per far fronte alle grandi perdite che per l’anno 2006 ammontano ad oltre 380 milioni. L’amministratore delegato è Giancarlo Cimoli (dal 2004 fino al 17 gennaio 2007), lo stesso che aveva lasciato le ferrovie dello stato allo sfascio.

Vediamo i numeri:

Liquidazione Cimoli da Trenitalia: 6.700.000 €

Perdita giornaliera di Alitalia: 1.000.000 €

Stipendio Cimoli Annuo Alitalia: 2.791.000 €

Liquidazione Cimoli da Alitalia: 8.000.000 €

 Per dovere di cronaca dobbiamo precisare che Cimoli fu scelto dopo un’accurata valutazione e selezione, dal nostro attuale presidente del consiglio, nel 2004. Domanda: come si fa a nomimare amministratore delegato di Alitalia uno che ha già fatto fallire Trenitalia???? Grande Silvio!

Diventa così tutto un grande gioco: Alitalia passerà da Berardino Libonati a Maurizio Prato (stipendio 2.170 € al giorno per 5 mesi), ad Aristide Police senza però risolvere il problema.

Siamo al 14 Aprile 2008: il governo Berlusconi vince l’elezioni, Alitalia perde 2 milioni al giorno, Air France ritira la sua offerta, il titolo in borsa perde il 12% e viene sospeso dalle contrattazioni. Ricordiamo che i dipendenti Alitalia da una decina d’anni sono pagati in parte con una quota in azioni; azioni che oggi valgono quasi zero: es. da 70.000 € ad 800 €!!!. Per evitare il commissariamento Berlusconi chiede a Prodi un prestito di 300 milioni da restituire , che viene erogato. Questo nonostante il ministro Padoa Schioppa aveva detto il 2 aprile: “lo Stato non può dare soldi dei contribuenti a titolo di prestito, ad un destinatario incapace di generare reddito necessario per ripagarli”. (Giustissimo!!!) Ma i soldi li sborsa il ministero dello sviluppo, motivando il prestito per ragioni di ordine pubblico. Ma si tratta veramente di ordine pubblico? Alitalia fa parte dell’ordine pubblico? In effetti  l’Europa ipotizza una violazione sulle regole della concorrenza.

Il 29 agosto 2008 viene nominato commissario Augusto Fantozzi. Si fa avanti la Cai.

Tutti noi pensiamo che la Cai sia una società nata ad hoc per risolvere la questione, ed invece non è così!!! La CAI esiste dal 2004, socio unico Banca Intesa dedita al commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria. Il 29 agosto arrivano i nuovi soci: presidente Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli, ed ancora Emma Marcegaglia, Marco Fossati, i fratelli Fratini, Francesco Caltagirone Bellavista, Emilio Riva, Gianluigi Aponte, Banca Intesa, Tronchetti Provera, Benetton, Gavio, Ligresti, Davide Maccagnani, Francesco Micheli, Gruppo Fontana, Equinox di Salvatore Mancuso e Toto Spa. A Marrazzo, governatore della regione Lazio, spettava il compito di decidere quante rotte si fanno e quanto si vola. Ma ahimè viene respinto, per lasciare il posto ad Intesa, che già fa parte della CAI!!!

”Ovviamente” la parte passiva di Alitalia rimane nelle mani dello stato, e quindi di noi contribuenti (si parla di 100 € all’anno procapite di tasse in più); mentre la parte attiva, attualmente stimata in 400 milioni sarà di CAI. Ricordiamoci che ancora ad oggi l’offerta di CAI non è vincolante, e quindi potrebbe accadere che tutto il lavoro svolto fino ad ora, sia stato solo del tempo perso…chi vivrà vedrà.

Scritto da Simone

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Primo, secondo e terzo posto, podio tutto pugliese nella classifica dei dodici impianti italiani che producono più anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra e dunque del surriscaldamento del Pianeta. Nell’ordine: centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud 15.340.000 tonnellate l’anno di CO2; Ilva di Taranto 11.070.000; centrali termoelettriche Edison di Taranto 10.000.000. I dati sono del 2005, gli ultimi disponibili, e li ha raccolti l’Eper-Ines. Gli acronimi stanno per European Pollutant Emission Register e per Inventario Nazionale delle Emissioni e Loro Sorgenti, cioè l’organismo europeo e quello statale.
Legambiente li ha elaborati e diffuso di recente. Si trattasse poi solo di anidride carbonica. La stessa Eper nel 2002 aveva detto di peggio. Degli 800 grammi di diossina che finiscono nell’aria europea ogni anno, 71 escono dagli impianti dell’Ilva e sono pari all’8,8per cento del totale europeo e al 30,6 di quello italiano. L’anno prima lo stesso organismo aveva citato in un dossier ancora l’ Ilva per il monossido di carbonio (10,2 per cento del totale) e l’Enipower di Brindisi (13,7 per cento delle emissioni di zinco).

L’ottimismo della volontà potrebbe far pensare che da quegli anni censiti le cose sono migliorate. Il pessimismo della ragione fornisce una risposta lapidaria: no, semmai il contrario.
Taranto è ultima per la classifica del ‘Sole 24 Ore’ in quanto ad ambiente. I 1.200 decessi annui per neoplasie la collocano nettamente sopra la media nazionale. ( Fonte http://espresso.repubblica.it/dettaglio/La-Puglia-dei-veleni/1554209//0 ).

Ora però veniamo a noi, non parliamo di dati ed ascoltiamo salentini che la situazione la vivono giornalmente. Ascoltiamo i Sud Sound System che, con altri artisti impegnati nella difesa del territorio, Caparezza,Après la classe, Alessia Tondo ed attori come Alessandro Langiu e registi come Edoardo Winspeare, hanno deciso di fare ciò che non dovrebbe essere di loro competenza, ovvero informare attraverso la musica e le parole. Già il 6 settembre scorso, a Lecce, la manifestazione ” Un Inno alla Vita “, presentata da Serena Dandini e con l’oncologo e presidente della sezione provinciale della Lilt Giuseppe Serravezza, che da tempo si oppone fermamente al proliferare di centrali a biomasse per la produzione di energia in Puglia e che denuncia ” Bisognerebbe mettere a norma gli impianti che ci sono, non costruirne altri “, ricordando che l’Unione Europea ha intimato all’Italia di mettersi a norma su casi come l’Ilva di Taranto o il petrolchimico di Brindisi, minacciando multe per 600 milioni di euro.
“Con quei soldi, piuttosto, sarebbe meglio creare istituti per indagare sulle cause ambientali dei tumori – aggiunge - perché la ricerca lombarda o americana non vale per forza anche per noi, visto che, sul fronte della prevenzione primaria, ogni territorio ha le sue problematiche specifiche.
Il guaio nel Salento è il ricatto occupazionale: la mancanza di lavoro fa diventare ogni problema secondario; dieci anni fa avevamo un gap virtuoso del 35 per cento rispetto alla Lombardia, mentre ora abbiamo lo stesso numero di morti per tumore. Mentre al Nord la curva di incidenza si abbassa, al Sud c’è una gravissima ascesa. Negli ultimi dieci anni i tumori in Puglia sono aumentati del 30 per cento e sono linfomi, leucemie, tumori a vescica e polmoni, tutti direttamente riconducibili a cause ambientali, dalla diossina sprigionata dall’Ilva agli ossidi di azoto e zolfo di Cerano, che il vento porta su tutto il Salento”.
Questa è la nostra triste realtà a cui dobbiamo purtroppo anche aggiungere la discarica di Cavallino che con la sua puzza immonda e fumi, coinvolge diversi altri paesi del salento e che sta provocando diversi casi documentati di tumori, perchè i rifiuti bruciano e bruciano di notte…….
Leggete questa lettera inviata da un cittadino di Lizzanello, Marco Calogiuri, al Presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino.

Buon giorno Presidente, abito a Lizzanello e sono stanco di sopportare i continui miasmi della discarica di CAVALLINO. Le chiedo cortesemente, come mai non interviene nessuno in aiuto di una popolazione tormentata con continuità. Sappia Sig. Presidente che non soltanto problema di cattivi odori che seppur nauseabondi,sempre odori sono. Il problema è che qui si muore in questo momento mentre le scrivo respiro fumi di combustione e noti bene non di autocombustione, ma di una inesorabile combustione provocata, forse per ridurre il problema dei rifiuti a una questione a volumetria ridotta, ma sa con quale conseguenza? Intorno a me la gente MUORE. Non sono necessari dati ufficiali per
vedere quante persone contraggono il CANCRO. Ogni giorno corre voce nel paese di un nuovo caso, “Sai quello, poverino, giovanegiovane!”.
Sa presidente quante volte l’ho sentita questa frase?, anche in famiglia purtroppo. Le scrivo nell’interesse della mia BAMBINA alla quale NON ABBIAMO il diritto di toglierle l’aria e farla crescere in uno scenario di morte circostante.
Perchè un tanfo nauseabondo in casa ? Perchè fumi di combustione in una discarica che badi bene NON E’ UN INCENERITORE? Perchè durante la notte o al mattino presto? Forse per i minori controlli?? Perchè soprattutto nei fine settimana? Perchè dobbiamo MORIRE così ? Oggi sentivo al TG3 un servizio sul crollo del tetto di un canile in cui si diceva di dover far presto per tutelare i poveri cani della struttura, ovvio e completamente d’ accordo. Ma noi siamo molto meno di loro?? Perchè dobbiamo contarci e trovare tutti i giorni qualcuno in meno?

Io non aggiungo altro, mi sento solo di dire grazie ai dottori, ai comitati, ai Sud e agli altri artisiti per quanto stanno facendo. Ricordo anche un’altra iniziativa dei Sud il cui ricavato andrà in beneficenzza alla Lega Contro i Tumori di Lecce; sul sito di radio dj all’ indirizzo che segue ( http://www.deejay.it/store/album/idArtist-58020/idAlbum-85283/Sud-Sound-System/Dane-Culure)
è possibili acquistare il brano ” Dane Culure ” dei Sud ed Alessia Tondo a 99 centesimi.

Scritto da Graziano

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Leggo le dichiarazioni di berlusconi e subito penso ai miei amici. Penso che sono fortunato ma anche triste per il povero silvio che invece come amico ha uno che andrebbe arrestato per crimini di guerra, uno che dovrebbe essere processato con tutti i leader dei paesi colpevoli dei crimini in Iraq. E si, perché il nostro caro presidente del consiglio, ha detto rivolgendosi a bush: “Sono sicuro che rimarremo amici per sempre; gli Usa avranno presto un nuovo presidente che sono sicuro sarà all’altezza della situazione - ha aggiunto -. Ma sarà molto difficile trovare un altro uomo idealista e coraggioso come bush“.
Idealista e coraggioso ? Io vorrei sapere dove questo basso e piccolissimo uomo, che ha rovinato italia ed italiani, trovi il coraggio di fare certe dichiarazioni, ecco appunto il coraggio.
Ecco, caro povero silvio, io vorrei avere la possibilità di chiederti se hai visto il video “ la strage nascosta “ trasmesso anche su rai 3, se hai ascoltato la verità di Giuliana Sgrena su Falluja, se sei al corrente dell’uso di fosforo bianco e napalm degli americani contro civili, donne e bambini per conquistare Falluja, se hai ascoltato l’ex militare Jeff Englehart dichiarare “ è stato un genocidio, è stato bombardato tutto il bombardabile ed avevamo ricevuto ordine di sparare ed uccidere qualsiasi cosa si muovesse “, e poi le terrificanti parole che raccontano di corpi bruciati, addirittura sciolti fino alle ossa ed esattamente “ Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini,- il fosforo esplode e forma una nuvola. Chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”. E Testimoni che hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah. Io vorrei chiederti tutto ciò, lo vorrei fare davvero.
Quindi sono state usate armi chimiche, ovviamente proibite anche dalle convezioni internazionali, nella città ribelle irachena di Falluja. E non solo contro combattenti e guerriglieri, ma contro civili inermi. Americani responsabili di una strage con armi non convenzionali, la stessa accusa rivolta all’ex dittatore iracheno Saddam Hussein. E vorrei anche ricordare il perché è stato giustiziato Saddam.
L’esecuzione è avvenuta al termine del processo per la strage di 148 sciiti avvenuta nel villaggio di Dujail, nel 1982 con l’imputazione per crimini contro l’umanità. Giustizia ? In realtà la sua uccisione ha impedito di giudicarlo per gli altri crimini di cui era accusato: dalla strage dei curdi all’attacco contro l’Iran, fino all’invasione del Kuwait nel 1991. Meglio ucciderlo, allora, piuttosto che ammettere la fornitura da parte degli americani di armi nella guerra che l’ex dittatore condusse contro l’Iran. C’è stato un tempo in cui Saddam era utile agli interessi americani; processarlo per tutto voleva dire mettere in imbarazzo gli Stati Uniti d’America. Saddam non si poteva processare.
Quindi, ritorniamo a noi caro silvio, sicuro di voler esser ancora amico di bush ? Che idiota che sono, questi fatti già li conoscevi, ed un uomo come te merita solo certi amici. Sono contento dei tuoi amici, io son contento dei miei e cerco e cercherò di far diminuire i tuoi, per quanto mi è possibile.

Domandiamoci chi sono i terroristi o almeno quanti sono e dove sono.

Scritto da Graziano

Dall’inizio dell’anno i morti sul lavoro sono 316.

Nell’ultima settimana una serie impressionante di incidenti che continuano ad essere ignorati dal nostro governo; nella sola giornata di Giovedì 2 ottobre, 6 vittime.Parliamo di numeri solo per capire il terribile primato europeo italiano delle vittime sul lavoro.Lavorare in Italia significa insicurezza, significa uscire di casa, salutare i familiari e sperare che non sia l’ultima volta. Purtroppo è quanto accade, purtroppo sappiamo che noi, poveri umani meridionali, abbiamo il “ primato del primato italiano “ e le nostre famiglie, così tanto unite, calorose e passionali, continuano ad essere distrutteE proprio Giovedì 2 ottobre, a Barberino del Mugello, Firenze, sono morti Giovanni Mesiti, Rosario Caruso e Gaetano Cervicato. I tre, due calabresi ed un campano, hanno perso la vita cadendo da una quarantina di metri, dopo il cedimento della piattaforma sulla quale erano saliti per costruire un pilone di un viadotto della variante di valico dell’A1. Come dire, questi lavori li facciamo solo noi…..ovviamente non voglio parlare di morti del nord e morti del sud, questo ci tengo a precisarlo, ma parlo contro chi ci chiama terroni perché non abbiamo voglia di lavorare.

Nello stesso giornata lavorativa, un ventisettenne di Bastia Umbra e’ morto schiacciato da un carroponte telescopico, in una ditta di Bettona; a Genova, un operaio di 33 anni, Nino Emiliano Cassola, e’ caduto in un pozzo per l’estrazione di biogas, nella discarica di rifiuti di Scarpino ed e’ morto. Vicino a Sesto Fiorentino, un operaio e’ morto e due sono rimasti feriti mentre stavano lavorando su un carrello per la manutenzione della linea aerea ferroviaria.

Venerdi 3 ottobre nel nostro Salento, a Uggiano, Sergio Cariddi è morto cadendoda una torre alta più di 10 metri sulla cui sommità stavano lavorando ai filtri delle canne fumarie dell’inceneritore della Coopersalento, che produce energia per l’Enel. Nella stessa giornata lavorativa, deceduto all’ospedale di Udine, Fabio Sovran, 33 anni, un operaio precipitato da circa otto metri in una struttura a Istrago (Pordenone); morto anche un giovane operaio a Roma in un cantiere edile, nel quartiere Cinecittà Est, la vittima era al lavoro all’interno di un ascensore in una struttura di due piani; morto anche Piero Vezzosi a Carlazzo in provincia di Como , mentre era impegnato nello spostamento della gru quando si é improvvisamente spezzato il cavo d’acciaio che la teneva legata a un camion. La gru si è abbattuta sull’uomo, ferito in modo molto grave. Vezzoli è stato trasportato all’ospedale di Menaggio dove è morto tre ore più tardi.

Domenica 5 ottobre ancora morte vittima del trattore: morto Francesco Pensiero, schiacciato sotto il peso del suo trattore. L’anziano si trovava nell’azienda agricola di famiglia, nel sud pontino, quando a causa di una manovra azzardata su una cunetta ha perso il controllo del mezzo agricolo che, ribaltandosi, lo ha travolto uccidendolo sul colpo.
Lunedì 6 ottobre, morto un operaio di 62 anni a Cologno Monzese. La vittima era titolare di un’azienda di manutenzione di canne fumarie,. E’ precipitato dal tetto sul quale stava lavorando, in via Giordano. L’uomo ha fatto un volo di otto metri ed e’ morto sul colpo. Nella stessa giornata lavorativa, morto Pasquale Pietrantonio in un incidente sul lavoro nel territorio comunale di San Benedetto dei Marsi (L’Aquila). La vittima, di Celano (L’Aquila), 41 anni, stava lavorando con un cavapatate su un agro nella piana del Fucino, a ridosso della strada 19, nel territorio del Comune di Aielli (L’Aquila).
Martedì 7 ottobre, morto un pescatore di un peschereccio per la pesca alle acciughe nelle acque tra Ventimiglia e Bordighera. Il peschereccio ‘Santa Maria santissima dell’altomare’ - di circa 12 metri, 8 tonnellate di stazza, con 6 persone di equipaggio - e’ affondato per cause imprecisate. In suo aiuto e’ intervenuto un altro peschereccio che si trovava in zona, il ‘Fedele Fortunato’, che ha recuperato i naufraghi ma uno di questi non ce l’ha fatta.

Per finire il tristissimo ricordo dell’ultima settimana lavorativa, ieri Mercoledì 8 ottobre, ancora un morto sul lavoro a Torino dove ha perso la vita un operaio romeno di 43 anni caduto da un’impalcatura in via Elba. Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle volanti, intervenuti sul posto, l’uomo stava lavorando alla ristrutturazione di uno stabile quando si è staccato un tubo del ponteggio.

La mia riflessione
Loro passano il tempo tra comodità di ogni genere, molti a rischiare la vita per lavorare. Pensano solo a far leggi per non finire in celle scure, dove meriterebbero di stare, mentre chi lavora onestamente corre il rischio di non vedere più la luce. E ciò che mi preoccupa è che il rischio di morire sul lavoro è ormai quasi un diritto non retribuito del lavoratore e che quando questo purtroppo accade, il tutto è sempre “ quasi nascosto “ dalle televisioni comandate.
Da quanto sentiamo parlare di emergenza ? Cosa è stato fatto se nell’ultima settimana le tragedie si sono ripetute con periodicità allarmante ? Io dico praticamente nulla, degli umili lavoratori non importa niente a nessuno. Politico VAFFANCULO

Scritto da Graziano