Il mito della Caverna
Scritto il 9 giugno 2009 – 10:16 | da Violetta
Prima di lasciare spazio all’articolo scritto da Violetta (ne approfittiamo per ringraziarla), vi facciam vedere questo video del tg5: un incredibile fuorionda. (l’audio inizia intorno ai 55 secondi).
Buona lettura.
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Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall’infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l’attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un’eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
Mentre un personaggio esterno avrebbe un’idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall’infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre “parlanti” come oggetti, animali, piante e persone reali.
Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l’uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.
Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s’irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.
Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell’acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno.
Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati.
Infatti, dovendo riabituare gli occhi all’ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall’ascesa con “gli occhi rovinati”.
Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell’accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte. (tratto da wikipedia)
Cosa c’entra il mito della caverna di Platone??? Raccontato nel settimo libro della Repubblica, è probabilmente la più significativa tra le sue allegorie, metafore e parabole.
Eccomi qui, dopo le elezioni a fare un bilancio degli ultimi eventi….
Mai come quest’anno ho provato a far luce su quel mondo che mi è sempre stato poco pulito, confuso e diciamolo chiaramente non sono mai stata un animale politico, pur informandomi e difendendo alcuni ideali, ho sempre fatto fatica a entrarci fino a fondo…
Prima il mio pensiero poteva essere sintetizzato da qualche canzone di Rino Gaetano ( a mio parere un gran precursore dello schifo di oggi giorno) o sintetizzato dalle parole della celebre “in questo mondo di ladri” di Venditti.
Ma ultimamente qualcosa è cambiato…ho sentito parlare Grillo, ho udito le parole di Ferrero e soprattutto ho ascoltato quelle di Salvatore Borsellino.
Ma proprio perché non sono un animale politico ho preferito esprimere il mio pensiero attraverso la filosofia di colui che del resto era fortemente interessato alla politica ed alla sociologia, delle quali si discute, indirettamente, nel mito.
Chiaramente l’autore si riferisce, tra le righe, al processo che Socrate dovette subire: tutto il mito, infatti, diviene una metafora della vita del filosofo ateniese, che riuscì a risalire la strada verso la verità, ma venne ucciso per aver tentato di portarla agli uomini, incatenati al mondo dell’opinione.
Ma mai come ora mi è sembrato attuale e forte per esprimere il mio pensiero!
Le parole, i discorsi delle persone citate, in particolare del fratello del giudice Paolo Borsellino, sono state per me VERA INFORMAZIONE, parole illuminanti che mi hanno permesso di svegliarmi da quel sonno che viene chiamato “vita” (equivalente alla liberazione del prigioniero); come il prigioniero della storia, mi sono finalmente resa conto delle finzioni che credevo reali e che ci hanno sempre propinato come tali ( ritornando al mito, le cosiddette ombre sulla parete) e ho cercato di vedere quella verità (il sole, il mondo esterno della caverna) celate dalle rassicuranti ombre.
A quel punto d’istinto, paragonandomi a quel prigioniero e equiparando ad esso molti delle persone che ho conosciuto e sentito parlare ( da personaggi “famosi” alle persone a me vicine), mi verrebbe voglia di “poter liberare gli altri prigionieri” per condividere queste scoperte, ma questo tentativo è inutile, in “quanto i prigionieri non possono e non vogliono vedere oltre le rassicuranti ombre ed attaccano il portatore della verità”In altre parole stanno bene come stanno, nelle illusioni, nella finzione, in quelle che ogni giorno ci danno da bere, vedendosi bene di nascondere la verità!
admin: “Per un errore di trascrizione, mancava quest’ultima parte dell’articolo”:
Ed è questa la situazione ad oggi, le persone NON VOGLIONO VEDERE…ma vengono
continuamente imbrogliate e non si rendono conto che la storia, il cinema, la
scrittura, la poesia, la letteratura sono ricche di storie di uomini che,
sfidando l’ostilità dei più, si sono “liberati dalle catene” dell’opinione
arrivando a carpire la verità e sono poi tornati a riferirla, non sempre
guadagnando rispetto ed ammirazione, agli ex compagni di prigionia (anche
perché molti di questi preferiscono stare così, nella beata ignoranza.. senza
lottare, fino a che credetemi, il loro sedere non incomincerà a scottare e
allora forse si alzeranno!!) ma venendo derisi, beffeggiati, inseriti in
qualche categoria, ri-imprigionati o nel peggio dei casi uccisi.
E proviamo a riflettere all’alba di questi ultimi eventi quanto i mass
media abbiano influenzato e dominino l’opinione pubblica, interponendosi tra
l’individuo e la notizia, manipolando quest’ultima secondo necessità.
Quanto chi ha in mano giornali, stampe, televisioni continui a perpetuare
ombre, a tenerci prigionieri, paralizzati, bloccati, in maniera i nostri occhi
possano solo fissare il muro, lo schermo, la pagina dinanzi a noi. Ed allora
sta noi liberarci, alzare la testa che vogliono tener bassa e guardarci
intorno, vedere chi ci sta accanto, muoverci, ascoltare, confrontare e
confrontarsi in una parola sola INFORMARCI!!!!!! Ciò può renderci uomini liberi
in questo modo di ladri!!

3 Risposte ad articolo “Il mito della Caverna”
Scritto da Rita il 9 giu , 2009 | Rispondi
Benvenuta Violetta, hai ragione, purtroppo questa metafora è davvero molto adatta all’attuale situazione politica in Italia. Infatti, è difficile convincere gli uomini di cambiare abitudine. Non direi però che il tentativo di “liberare gli altri prigionieri” fosse inutile perché anche tu sei liberata grazie alle parole di altre persone “libere”. Puoi contribuirci qualcosa anche tu, esponendo i tuoi pensieri qui, penso abbia già fatto un primo passo! Magari ti risentiamo presto.
Scritto da Violetta il 9 giu , 2009 | Rispondi
Ciao Rita! Grazie mille per il benvenuto..
Eh si hai ragione..nell’ultima parte dell’articolo ( che forse non hai letto perchè erroneamente omessa…oltre a non essere un animale politico, non sono manco uno informatico ;-)) dicevo che il segreto per essere liberi, soprattutto nella mente, è quello di informarsi, conoscere, ascoltare come dici te persone “libere”…Io l’ho fatto e invito tutti a farlo…Siamo essere pensanti, grazie al cielo e questo non ce lo potranno mai togliere!!
A presto ciaoo
Scritto da grazianosalento il 9 giu , 2009 | Rispondi
” Non penserai mica che lo diciamo…ecco appunto. ”
Ma che giornalisti lecchini e servi !!! Vergogna !!!
Violetta, benvenuta e complimenti per quanto hai scritto. I prigionieri da liberare sono purtroppo tantissimi, quello che mi rende veramente triste è sapere che molti di questi continuano e continueranno a fingere di star bene. Capita che mi trovo a voler parlare di tutto questo anche con amici, ma dall’altra parte non c’è proprio risposta o interessamento. Solo un ” eh infatti, speriamo “…..perchè è più conveniente ignorare, far finta di nulla, far finta di non avere mai ascoltato certe parole di denuncia, ignorare anche le parole di Salvatore Borsellino.
Un minimo di voglia per liberarsi ci deve essere, un minimo di voglia per reagire ci deve essere. Ma,purtroppo, l’uomo per sua natura, reagisce solo in situazioni gravi ed estreme. Forse serve, appunto, toccare ” il fondo ” per liberarsi dalla prigionia e finalmente reagire. Credo che sino a quando non accadrà questo sarà veramente molto difficile liberare chi è prigioniero di questa vita falsa ma allo stesso tempo comoda per tanti.