A Novaglie con la merda - Depuratore, si avvicina l’1 luglio
Scritto il 26 giugno 2009 – 00:53 | da grazianosalento
Come da comunicato del Sig. Biago Palumbo che potete leggere sul portale del comune di corsano, la nuova amministrazione su un iter già avviato dalla vecchia, ha dato in gestione il depuratore alla ditta FRANCO SRL di Lecce, che lo attiverà dall’1 luglio, giorno in cui il depuratore non scaricherà le acque in mare che, invece, verranno riutilizzate in agricoltura. I proprietari delle terre vicine hanno firmato il 19 giugno l’ approvazione per lo scarico delle acque nei prossimi 4 mesi.
Quindi, siccome ” Ccà nisciuno è fesso ” e soprattutto perchè non voglio che pensino di poter prenderci per culo in questo modo, vorrei ricordare i 15 giorni comunicati in data 28 maggio durante il dibattito (ovvio che non mi riferisco ai comitati che non finirò e credo non finiremo mai di ringraziare). ” Tra 15 giorni nemmeno una goccia d’acqua finirà in mare “. Capisco benissimo il ritardo causa nuova amministrazione, ma non posso proprio condividerlo, almeno dire ” prossimamente nemmeno una goccia d’acqua finirà in mare “; ma no, sarebbe stato troppo rischioso. Invece, nuovamente una bella figura di …… con questi ulteriori ritardi. E allora aspetteremo il primo di luglio e i giorni successivi per verificare. Il mare non vi appartiene, la terra non vi appartiene e vogliamo essere informati e non ingannati.
Ed intanto……intanto leggo del depuratore di Tricase (fonte Quotidiano) e dei ” dati ufficiali dell’ Arpa che parlano chiaro: tutto regolare. Eppure l’ Amministrazione comunale, nonostante il comunicato di qualche gorno fa, non è affatto convinta. Il depuratore non depura e si vede ad occhio nudo. Le foto testimoniano la presenza di una schiuma abnorme, probabilmente causata dall’elevata percentuale di tensioattivi e dal cattivo odore riscontrato lungo la fascia costiera, di circa 2 Km, del Canale del Rio. << Il problema del depuratore di Tricase, spiega la presidente dell’associazione ” Coppula Tisa “, Carla Quaranta, è stato molto sottovalutato. Si stima che la potenzialità di depurazione è calcolata per 17.000 abitanti, dimenticando, in realtà, che quel numero di persone nel corso della stagione estiva aumenta vertiginosamente. Ma la cosa peggiore che c’è una cattiva pratica consolidata: parte degli scarti industriali altamente inquinanti vengono confluiti illecitamente in mare.>> Il giallo rimane sui posti di prelievo: Comune e associazioni chiedono stavolta un ulteriore sopralluogo nei pressi dello sbocco dell’impianto di depurazione. Le analisi pubblicate non sono infatti sufficienti a dissipare ogni dubbio.”
C’è stata anche un’assemblea, presenti Sos Costa Salento di Luigi Russo, il Presidente dell’associazione commercianti, il Tenente della Polizia Provinciale, la Federconsumatori e l’assessore all’Ambiente di Tricase, assemblea dalla quale è emersa la necessità di avviare misure più assidue di monitoraggio all’ingresso e allo sbocco dell’impianto almeno ogni 7 giorni, di effettuare un censimento dei pozzi neri delle abitazioni e di trovare soluzioni economiche.
E Leuca non se la passa meglio, e Torre San Giovanni ancora peggio. Il 9 giugno ho inviato un’ e-mail all’associazione Csv Salento, con allegate le foto del mare di schiuma e delle spiagge sporche.
Leggete qui.
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3 Risposte ad articolo “A Novaglie con la merda - Depuratore, si avvicina l’1 luglio”
Scritto da Emanuele il 27 giu , 2009 | Rispondi
chi è il responsabile di questa catastrofe? vi chiedo nomi e cognomi pubblicati. bisogna denunciare
Scritto da grazianosalento il 29 giu , 2009 | Rispondi
Ciao Emanuele, responsabili ? Nomi e cognomi ?
Progetto vecchio che non si doveva attuare, che le nuove amministrazioni si sono ritrovate da amministrazioni precedenti…..e bla bla bla bla bla bla bla…..adesso bisogna solo pensare a risolvere……ed ancora bla bla bla bla bla bla bla. Caro Emanule, tanto per farti un esempio,il dibattito del 28 maggio è iniziato proprio così.
Poi anche un processo riguardante scarichi abusivi nel depuratore (quando sversava in falda, ricordo che da circa 7 mesi sversa in mare) e relative condanne.
Ti riporto parte della sentenza del processo che ha visto coinvolti l’ex sindaco di Corsano e due responsabili della gestione dell’impianto….mafia e corruzione ovunque !!!!
Svolgimento del processo
1 - Con sentenza del 16.6.2005 il tribunale monocratico di Lecce, sezione distaccata di Tricase, ha dichiarato:
- Biagio Caracciolo, Andrea Guareschi e Fabio Botrugno colpevoli del reato di cui all’art. 51, comma 1, lett. a) D.Lgs. 22/1997 perché il Caracciolo quale sindaco del comune di Corsano e responsabile dell’impianto consorziale di depurazione dei comuni di Corsano, Alessano e Tiggiano, il Guareschi quale amministratore unico e direttore tecnico della s.r.l. SIDI - Società Impianti Depurazioni Industriali, affidataria del predetto impianto - e il Botrugno quale responsabile tecnico-amministrativo del servizio di gestione dell’impianto, avevano effettuato attività di raccolta e smaltimento di rifiuti non pericolosi (liquami) in assenza della prescritta autorizzazione: in Corsano dall’1.1.1998 al 31.12.2000;
- Andrea Guareschi colpevole del reato di cui all’art. 51, comma 4, D.Lgs. 22/1997 perché, nella predetta qualità, aveva violato le prescrizioni contenute nella delibera di autorizzazione allo scarico in falda, emessa dalla Provincia di Lecce in data 4.6.1998, omettendo di inviare le certificazioni di analisi, di effettuare con frequenza bimestrale le analisi del pozzo spia, di verificare semestralmente la potabilità dell’acqua stoccata e di tenere i quaderni di registrazione dei prelievi e delle analisi: in Corsano il 5.12.2001.
Per l’effetto, concesse a tutti le attenuanti generiche, il giudice ha condannato il Guareschi alla pena di 12.000 euro di ammenda e il Caracciolo e il Botrugno alla pena di 11.500 euro di ammenda, col beneficio della sospensione condizionale.
In particolare, il tribunale ha osservato che l’impianto di depurazione consortile provvedeva sia allo scarico diretto in falda, per il quale era stato autorizzato dalla Provincia in base alla legge 319/1976, con delibera del 4.6.1998, sia all’attività di raccolta e smaltimento attraverso autobotti dei liquami (rifiuti liquidi urbani) provenienti da numerosi comuni, per la quale era necessaria l’autorizzazione regionale ai sensi del D.Lgs. 22/1997, che era stata rilasciata solo in data 23.10.2000 (dalla Provincia, competente per delega della Regione), limitatamente ai liquami provenienti dai comuni di Alessano, Corsano e Tiggiano.
Anche dopo questa data però il Caracciolo aveva autorizzato eccezionalmente la raccolta e lo smaltimento tramite autobotti di liquami provenienti da circa venti comuni, non inclusi quindi nei tre comuni consorziati e autorizzati.
Sussisteva quindi il reato di cui all’art. 51, comma 1, lett. a) D.Lgs. 22/1997, per il quale non poteva legittimamente invocarsi né lo stato di necessità ne l’errore scusabile sulla necessità dell’autorizzazione richiesta dal predetto decreto.
Scritto da red il 30 giu , 2009 | Rispondi
“il giudice ha condannato il Guareschi alla pena di 12.000 euro di ammenda e il Caracciolo e il Botrugno alla pena di 11.500 euro di ammenda, col beneficio della sospensione condizionale”
una domanda per chi ha qualche nozione di diritto, il beneficio della sospensione condizionale, significa che non pagheranno nulla?
ciao a tutti